Cocco fresco !

 

Nelle domeniche d’ estate , quando io e mia sorella eravamo  bambine , il papà ci portava al mare , senza la mamma  che diceva  che il solo vedere il muoversi delle onde le dava il voltastomaco .

 

Andavamo dove sfocia il torrente Sturla e l’ acqua dolce si confonde con quella salata formando un piccolo lago  , tra i “Bagni Orientali”  e lo stabilimento “ Il Grande “ , sicché anche la spiaggia libera era comunemente detta dai numerosissimi frequentatori  la spiaggia del Grande .   

 

Dopo un paio d’ ore a sguazzar nell’ acqua , dovevamo tornare a riva e metterci al sole per asciugarci indosso i costumini bagnati , ché non c’ era  modo di cambiarci e quelli, di maglia di lana, eran di ben lunga asciugatura .

 

Giocavamo , palette e secchielli, con altri  bambini o facevamo con papà castelli di sabbia, portati regolarmente via dalle onde prodotte dal passaggio , al largo , di navi in entrata o in uscita dal porto .

 

Facevamo merenda con pane e frutta portati da casa e bevevamo , facendo coppetta con le mani giunte , l’ acqua dal rubinetto della  fontanella accanto alla spiaggia .

 

Verso le cinque , passava il pistacciaio  , cioè il venditore di noccioline americane che in lingua genovese vengon dette pistacci  , anche se pistacchi non sono .

 

Per qualche centesimo di lira , non ricordo quanti , ce ne  consegnava un cartoccetto colmo , che costruiva velocemente  a cono con .un quadratino di carta di giornale , di cui aveva una scorta .

 

I pistacci  li teneva in un canestro ( cavagna ) appeso ad un braccio , mentre con l’ altra mano reggeva un secchio pieno d’ acqua che conteneva le noci di cocco .

 

Si fermava nel centro della spiaggia , spaccava con un colpo secco una noce , la tagliava a striscioline così sottili che dovevano servir solo a far venir la voglia di comprarne di più ,

e le offriva in giro   cocco fresco , bambini ! –

 

E noi bambini intorno a lui allungando le mani , poi da mamme e papà a chieder soldi per avere una giunta ….all’ avaro , interessato,  assaggio .

 

Ma c’ erano anche i furbetti , quelli che dopo la prima fettina si rimettevano in coda , riallungavano la mano , due , tre volte , finché non arrivava lo strillo – bastaaaa  ! –  e lui che ormai aveva venduto il possibile , se ne andava verso un altro lido .

 

 

 

 

Chissà perché , direte, a questa qui , in una domenica piovosa di un non ancora finito inverno, è venuta in mente una calda domenica d’ estate di ….. secoli fa .

 

Già ……

 

Pensavo a quelli che hanno proposto di elargire millecinquecento euro ( mi pare ) ai profughi giunti dall’ Africa , per incentivare il loro ritorno in patria .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cocco fresco !ultima modifica: 2011-03-27T18:05:13+02:00da wally_giana
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6 pensieri su “Cocco fresco !

  1. Rifugiarsi nei ricordi “belli” dell’infanzia è un modo sicuro per sfuggire a quanto ci circonda. Anche a me piace molto ricordare… purtroppo alla fine cado sempre nel ricordo che vorrei cancellare e che mi avvelena il primo… Mi hai scritto che “sembro forte” e non sbagli, lo sono, ma questo ha fatto si che molti contassero e contino su di me, e l’età mi ha fatto curvare le spalle e cominciare a dire qualche no… Ecco perchè spesso mi siedo “nell’angolino nascosto” e aspetto che passi. Allora mi sento dire che “non me ne frega”di… Brutta cosa essere forti. Comunque avendo un carattere positivo finora è sempre passata la buriana.
    Ciao, e continua a raccontarmi la tua vita che mi ci ritrovo

  2. Ciao Wally e buon inizio di settimana.

    Se non ti dispiace, vorrei cullarmi nei ricordi personali, senza pensare all’altro aspetto del tuo racconto, quello attuale.

    Ricordo anche io quell’omino, sempre con una cesta dove c’erano le noccioline ed un secchio dove, in acqua gelata, c’erano tante belle fettine di cocco! Non le “regalava”, come il tuo, per fare “promozione”… ma la ressa era la stessa e per poche decine di lire, ti aggiudicavi quella che all’epoca sentivo come una leccornia!! Se non ricordo male, 10 lire costava una fettina e con 50 lire, ti riempivi le due mani, a forma di coppa!

    Ma, a proposito di noccioline, un ricordo è ancora impresso nella mia mente. Ero piccolino e vivevo in un popoloso e popolare quartiere di Roma: Centocelle, sulla via Casilina. C’era un tipo, fisso nei pressi di un giardino comunale, che vendeva noccioline, fusaie (lupini salati), pistacchi e olive dolci. Viaggiava con un piccolo furgone. La particolarità di questo mezzo, era che aveva montato, sul cassone di carico, una specie di caldaia con un grosso oblò davanti che ti permetteva di vedere l’interno. Per fartela immaginare, mi sembrava una grande lavatrice a carica frontale. In questa “caldaia”, c’erano grandi quantità di noccioline che cadevano nella stessa da una specie di imbuto gigante che era sulla sommità della stessa…. tostavano, girate continuamente da una vite senza fine che era all’interno di questa specie di forno viaggiante! Una bocchetta in basso, permetteva la fuoriuscita delle noccioline, una volta tostate! Le vendeva in questo modo oppure fresche… sempre per poche decine di lire!

    Oltre che l’immagine di quel mezzo, una meraviglia di tecnologia per un bambino, ciò che rimane indimenticabile, in me, è il “profumo” di noccioline tostate che si diffondeva nell’aria, intorno a quel mezzo… piacevole! A volte, provo a riprodurlo, tostando le noccioline nel forno! Non è la stessa sensazione!

    A questo punto, vogliamo degnare di ulteriore attenzione anche la sparata “dei 1500 euro” per mandar via i dannati di Pantelleria? Vomitevole! Rimaniamo con le belle sensazioni!

    Buona serata a te e ciao!!!

  3. Bellissimo amarcord ;-))

    Ciao Wally, mi hai risvegliato i ricordi, da piccola i venditori di Kalia (ceci abbrustoliti, noccioline tostate, pistacchi etc…) mettevano i banchetti nei giardinetti di Piazza Duomo con accanto “u kaliaturi” ovvero, il braciere dove alternavano pezzi di “dajuni” che i turisti, dopo lo spettacolo dell’orologio movente della torre del duomo, consumavano in quantità industriale ;-))

    Abitavo accanto al duomo e l’odore se c’era vento ci trascinava a depositare 20 lire per la kalia e chi lo voleva altre 30 per il dajuni in due fette di pane, questo tutte le stagioni, in estate il discorso iniziava prima, si correva fuori in mutande, occhi appiccicati dal sonno, un bicchiere in una mano e 30 lire nell’altra, in coda davanti al “granitaro”, un bicchiere di granita e un “bombolone”.

    Al mare solo cocco e granita…ma sai una cosa? non ho imparato a nuotare nel mare di Messina, ho imparato nel fiume Olona a Milano a 5 anni…ma questa è un’altra storia
    ;-)))

    Buona giornata Wally ;-)))

  4. Cara Wally, constato leggendo i commenti che non solo io rimango piacevolmente incantato dal tuo modo di raccontare. La semplicità e la limpidezza della tua esposizione attraggano tutti.

    La conclusione finale, poi, è sorprendente, proprio non me l’aspettavo

    Buon w.e. e buona domenica.

  5. Cari Amici , qualcuno ha in mente la vecchia striscia di Walt Disney , dove Pippo lavorava velocemente per fare la palizzata intorno alla casa ed a Topolino che gli chiedeva il perchè di tanta fretta , rispondeva — … devo far presto , prima che mi finiscano i paletti … — Ecco , io sono in quella situazione lì , quando tento di scrivere sui vostri blog : mi finiscono sempre i paletti . Cioè , mi cade sempre la connessione .
    E da un’ informazione che mi è arrivata con la fattura del telefono , mi par di capire che dipenda dalla Telecom . Boh ! Vi ringrazio dei commenti ai miei post , vi voglio bene e vi auguro un buon fine settimana ed uno stupendo mese di Aprile . wally

  6. … saprei io dove infilare quei paletti di Pippo, alla Telecom! Naturalmente, la Telecom, ti ha mandato una fattura facendoti pagare come se tu avessi un servizio senza intoppi, immagino!! I disservizi, sempre a carico nostro sono!!

    Dai, Wally, non ci pensare! Buon fine settimana e ciao!!!!

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