Punto interrogativo

 

Stasera , da Fazio c’ era Paolo Villaggio , a presentare il suo nuovo libro  “ Mi dichi “ , dove lui dichiara che   fustiga , esalta , fotografa l’ italiano medio .

 

E un critico ha definito il libro un “ prontuario comico della lingua italiana, un saggio tanto divertente quanto impietoso, scritto da una delle più grandi voci umoristiche della nostra storia . “

 

Vabbe’  ……..

 

Sarà che io non ho una grande passione per i comici ,  meno ancora per i genovesi e Villaggio racchiude i due generi , perciò è logico che non prenda sul serio né lui né il suo recensore .

 

Ma il suo parlare da Fazio,  mi ha ricordato fatti vissuti , qui nella nostra città ., in quel sabato 28 aprile 1945 , quando  le truppe corazzate della V Armata USA  entrarono in Genova già libera e furono  accolte entusiasticamente .

 

E loro , gli americani di colore , dall’ alto dei loro carri armati si chinavano e distribuivano alla folla applaudente  sigarette e cioccolato , con quelle manone nere dai palmi rosei , come mi ha fatto tornare in mente il racconto di  Paolo Villaggio .

 

E come in un flash ho risentito la voce di Ernestina , la portinaia che rispondeva al nostro telefono condominiale e della quale vi ho raccontato tre o quattro mesi fa , che diceva  — …. vedere un uomo nudo non mi interessa proprio , ma uno così , solo per sapere se è nero o rosa ….. “ laggiù  “ , lo sbircerei volentieri . — 

 

Già !    Saran rosei o neri , laggiù ?

 

 

 

Punto interrogativoultima modifica: 2011-03-13T00:34:00+01:00da wally_giana
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8 pensieri su “Punto interrogativo

  1. Cara Wally, i tuoi post così semplici e così essenziali, che dipingono alla perfezione quello che ci dici e narri, hanno inoltre , almeno per me, la capacità di farmi tornare in mente cose e fatti del passato. Anch’ io ricordo le cammionette dei soldati americani che distribuivano dolciumi , è un’immagine brevissima ma ben stampata nella memoria.

    Mi è stato piacevolissimo leggere il commento che mi hai mandato e così venire a conscere quante cose hanno in comune Genova e Torino. Non ho mai soggiornato a Genova, vi sono solo passato, ma non posso dimenticare l’entusiasmo con cui mia mamma, astigiana, ne parlava; vi aveva abitato per un certo nunero di annni e a nessun’altra città si sentiva legata come ad essa, nessun’altra ricordava con tanta nostalgia e desiderio di rivederla. Anche mia moglie (che, fra l’altro , capiva perfettamente il dialetto/lingua genovese) ben la conosceva e la amava molto dal momento che sua mamma era genovese e per lunghi periodi avevano abitato in via XX Settembre, se non ricordo male.
    Ci sono ricordi che fanno bene e tali sono quelli che mi hai risvegliato. Grazie
    Ciao, buona domenica

  2. Ciao Cuore Mio, sto andando a dormire con una risata sonora derivata dal tuo ultimo rigo ;-))

    Sono nata 11 mesi dopo l’entrata in vigore della nostra Costituzione e non ho ricordi diretti della “liberazione”, ma adoro leggere le testimonianze dirette e la curiosità della vostra portinaia mi sta facendo ridere a crepapelle ;-))

    A me piace la satira se fatta bene, Villaggio e il suo Fracchia misono stati sempre sul lato B, troppo qualunquista.

    Ha fatto una sola cosa buona ai miei occhi, una strofa della magnifica “Carlo Martello” di De Andrè

    “è mai possibile porco di un cane, che le avventure in codesto reame, debbano sempre finire con grandi puttane? e mi ricordo che pria di partire, che le tariffe erano solo di due mila lire”.

    Ho sopportato la sua presenza solo perchè dopo c’era Massimo Gramellini ;-))

    Un abbraccio e notte buona Wally, vado a dormire o domani mordo l’istruttore in palestra ;-))

  3. Ciao Wally e buon pomeriggio! Hai capito la Ernestina che curiosità che aveva!!!??? Chissà se la “sbirciatina”, l’ha poi data! Sono quelle curiosità che non possono rimanere tali, a vita!!!

    Degli americani che liberavano l’Italia, ne ho sentito parlare dai miei. E’ curioso come certe “scene” si siano ripetute uguali, da nord a sud (i miei, erano di Napoli). Sembra quasi che cioccolata e sigarette, gli americani ne avessero a vagonate! I miei, mi raccontavano di frotte di bambini che inseguivano le jeep dell’esercito americano, perché i soldati lanciavano caramelle e cioccolata! Gli adulti, invece, facevano contrabbando di sigarette americane… ma anche borsa nera con ciò che i “liberatori” fornivano per la popolazione!

    Avevano anche altro da “lasciare”, almeno gli americani di colore… tant’è che c’è una canzone popolare napoletana che lo ricorda: “tammurriata nera”!

    E’ nato ‘nu criaturo, è nato niro e ‘a mamma ‘o chiamma Ciro, sissignore ‘o chiamma Ciro (è nato un bambino, è nato nero e la mamma lo chiama Ciro, sissignore, lo chiama Ciro)…. in particolare, la canzone dovrebbe riferirsi ai “marocchini” al seguito dell’esercito americano che, pare, abbiano lasciato dietro di loro parecchi bambini “di colore”!!

    Anche io non stravedo per Paolo Villaggio eppure non posso non riconoscergli che, come Alberto Sordi, ha saputo interpretare al meglio i vizi e la mediocrità dell’italiano medio! Lavoro in un ufficio pubblico e posso assicurarti che di “Fantozzi”…. ne esistono a vagonate!!!

  4. In merito alla tua domanda: 8 novembre ;-))

    Me la dovete spiegare questa storia che se una è nata nel segno dello scorpione è normale che morda senza misericordia, Wally, sono andata a caccia di una immagine con il tariffario che hai citato, accidenti, mi ha arrapato, vuoi mettere che volevo scrivere una “chicca” tra l’ieri e oggi? non ho trovato una cippa, se hai una qualche indicazione da darmi

    PER FAVORE…FALLO ;-))

    Notte buona amica mia ;-))

  5. … è vero!!! Erano le Chewingum!! Hai ragione! Credo che, da noi, fossero una novità!!

    Ciao Wally e buona serata!

    Avevo una mezz’ora per curiosare tra blog, dopo una giornata fuori casa, ma sono passato da Tina ed ho letto di pasta ‘ncasciata, melanzane, carciofi, seppie ripiene, gamberi, calamari, cozze, aguglie, cannoli, cassate e granite con la panna…

    Niente! Mi tocca chiudere che sono stato assalito da una fame atroce! Il tempo di passare da te per un saluto e prima che svengo, mi attacco ai fornelli!!!

  6. Be’, io sono nato nel 50, a ridosso di una guerra bestiale, apocalittica (come tutte le guerre d’altronde). I miei mi raccontavano degli americani, delle bombe che sentivano fischiare sopra le loro teste, dell’idiozia di Mussolini e di Hitler. Checché se ne possa dire degli americani… meno male che sono arrivati qui! In quanto alla curiosità di Ernestina… no comment. Preferisco altro. 🙂 Ciao…

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