Giusto cento anni fa

 

Tripoli , bel suol d’ amore

Sai dove s’annida più florido il suol?
Sai dove sorride più magico il sol?
Sul mar che ci lega con l’Africa d’or,
la stella d’Italia ci addita un tesor.
Ci addita un tesor.
Tripoli, bel suol d’amore,
ti giunga dolce questa mia canzon !
Sventoli il tricolore
sulle tue torri al rombo del cannon !
Naviga, o corazzata:
benigno è il vento e dolce la stagion.
Tripoli, terra incantata,
sarai italiana al rombo del cannon !



Le parole furono scritte dal giornalista Giovanni Corvetto del quotidiano La Stampa e la musica composta da Colombino Arona .

Quando nacque questa canzone, portata al successo dalla bellissima chanteuse Gea della Garisenda che , avvolta nel Tricolore,  la cantava sui palcoscenici d’ Italia, gli italiani che ammiravano  questa combinazione di fascino femminile e di patriottismo, non sapevano  certamente  dove s’annidassero tanti tesori in quella terra .

Il 27 settembre 1911 , in un clima di forte consenso nazionale , favorevoli all’iniziativa bellica e diplomatica liberali, cattolici e buona parte del mondo sindacale e socialista,  e con il sostegno mediatico del Corriere della Sera di Luigi Albertini, il Presidente del Consiglio Giovanni Giolitti ottenne dal Re il consenso per l’invio di un ultimatum alla Turchia, col quale si chiedeva di consentire l’occupazione italiana della Tripolitania e della Cirenaica.

Il motivo dell’ ultimatum , venuto dopo innumerevoli richieste inascoltate ,  riaffermava che i coloni italiani con le loro attività in Tripolitania e in Cirenaica , subivano continui attacchi dalle popolazioni locali e sosteneva che era ora di mettere ordine nella situazione .

L’ultimatum non fu preso in considerazione dai turchi ed il 3 Ottobre iniziò l’ occupazione militare italiana della Libia .

Il 5 Ottobre il Tricolore sventolava sul forte di Tripoli .
 

Trentadue anni dopo, nel corso della seconda guerra mondiale, finiva l’avventura africana del nostro Paese.

Il 23 gennaio del 1943, gli inglesi espugnarono Tripoli e il tricolore innalzato dai marinai guidati da Umberto Cagni nel 1911 venne ammainato e al suo posto si alzò l’Union Jack.

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Giusto cento anni faultima modifica: 2011-03-01T22:55:31+01:00da wally_giana
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3 pensieri su “Giusto cento anni fa

  1. Ciao Wally e buona serata!

    Prima di lasciarti un saluto, incuriosito da questo tua “rassegna storica”, sono andato su youtube a cercare un video che proponesse anche questa canzone della Gea della Garisenda (a me, naturalmente, sconosciuta).

    Incredibile!! L’ho trovata e me la sono ascoltata… credo registrata da un vecchio grammofono, si sentiva il classico stridio della testina sul disco. Sensazioni d’altri tempi.

    Non ho potuto fare a meno, però, ascoltando le parole della canzone, di pensare a come l’uomo, nella fattispecie gli italiani dell’epoca, va alla guerra a cuor leggero, sostenuto da una canzone che è quasi una “marcetta” e da una vocina melodiosa che recita versi in cui si ricorda, tuttavia, il “rombo del cannon”!! Guerra, ovvero morte, distruzione e sofferenza di simili a noi!

    E, contemporaneamente, non ho potuto fare a meno di pensare a quei “credenti” che ci ricordano che un “dio” creò l’uomo! Una divinità molto strana, se è riuscita a “chiudere” un occhio su un errore così enorme, senza metterci una “pezza” in miliardi di anni!

    Lo so! Forse penso troppo! Vado nuovamente ad ascoltare la “canzoncina”!!

  2. Talmente volpini da andare ad occupare un territorio e non capire cosa c’era sotto, quando sentivano puzza di gas si spostavano disgustati…c’è voluto Mattei per cosa si erano lasciati scappare, sai qual’è il problema di tutti i governi “Italici”?

    Cercare di scimmiottare i “conquistadores” di ogni epoca, ma una volta giunti sul posto non sanno perchè ci sono arrivati, quando i locali li prendono a forconate per farli sloggiare (vedi Afghanistan), cominciano a parlare di “missione di pace tendente a sconfiggere il terrorismo locale”…e la massa ci crede.

    Ciao Wally ;-))

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