MEMORIE

 

Coreglia Ligure è un piccolo , montuoso , comune di duecentosettanta abitanti , nella Val Fontanabuona , alle spalle di Rapallo ,  in provincia di Genova .

.

Nessuna traccia vi resta oggi del campo di concentramento , a volte impropriamente   indicato come Campo di Calvari  :  soltanto una lapide è posta a ricordo delle vittime ,  nell’area dove il campo sorgeva .

E nel sessantesimo  anniversario della deportazione, in coincidenza con il Giorno della Memoria nel 2004, una piazza di Coreglia  è stata intitolata a Nella Attias, una bambina ebrea genovese di sei anni , che da lì partì per andare a morire a Auschwitz .

Durante la seconda guerra mondiale , quell’ area  era stata realizzata come Campo Prigionieri di Guerra e vi passarono più di 15.000 soldati inglesi catturati sul fronte africano Il campo consisteva in una serie di baracche di legno e l’unico edificio in muratura era l’infermeria, ricavata in un casolare preesistente .

 Dopo l’8 settembre 1943, fu occupato dall’esercito tedesco e i 3195 prigionieri allora presenti furono trasferiti verso Chiavari e poi destinati ad altri campi

Quando nel novembre 1943, il  governo della Repubblica Sociale Italiana avviò l’ organizzazione  di una rete di campi di concentramento provinciali destinati a raccogliere gli ebrei catturati nei rastrellamenti ed in attesa di deportazione , fu decisa la riutilizzazione a questo scopo del vecchio campo di prigionia

La gestione fu affidata a personale di polizia italiano sotto la responsabilità del Ministero degli Interni della Repubblica Sociale Italiana

Nella zona, oltre ad ebrei italiani rifugiatisi nella Riviera Ligure di Levante , erano presenti numerosi profughi ebrei , che dalla Francia si erano trasferiti in Italia dopo l’8 settembre 1943 , nella speranza di riavvicinarsi  alle truppe alleate che risalivano l’ Italia .

Si spiega in questo modo la scelta di un luogo di detenzione così grande . La maggior parte dei ricercati tuttavia riuscì a sottrarsi all’arresto, spesso con l’aiuto attivo della popolazione locale.

Dal campo partirono  dapprima ventinove  ebrei; tutti deportati in Germania a piccoli gruppi attraverso il carcere di Marassi di Genova e quello di San Vittore di Milano .

Un altro gruppo di venti  ebrei fu prelevato il 21 gennaio 1944 dal maresciallo delle SS Max Ablinger e inviato a Auschwitz con il trasporto che il 30 gennaio 1944 partì dal famigerato binario 21 della stazione centrale milanese .

Non risultano sopravvissuti.

Alla fine di gennaio 1944  il campo, svuotato ,  fu ufficialmente e definitivamente chiuso .

 

Venerdì 21 gennaio alle 10.30 ,  presso il ponte di Coreglia è stata ricordata l’ ultima  partenza verso Auschwitz  degli ebrei reclusi in quel campo di concentramento .

Erano presenti  Giuseppe Momigliano, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Genova,  il Presidente della Provincia , il Sindaco di Coreglia Ligure e lo storico Giorgio Getto Viarengo.

Sono state  messe a dimora nella Piazza Nella Attias , delle piante di ulivo , gli alberi della pace . 

 

 

MEMORIEultima modifica: 2011-01-24T18:59:42+01:00da wally_giana
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “MEMORIE

  1. Ciao Wally e buon inizio di settimana.

    Leggendo questa tua storia, scopro solamente ora che anche noi avevamo dei “campi di concentramento” utilizzati per la detenzione e lo sterminio del popolo ebreo, perseguiti dai nazisti. Fino ad oggi, avevo pensato che gli ebrei catturati nel nostro Paese, fossero rinchiusi nelle nostre carceri, in attesa di essere deportati nei famigerati lager tedeschi di cui, per esempio, ho letto tante storie nei racconti di Primo Levi.

    Sapevo, invece, dei campi utilizzati per i prigionieri di guerra… ma che, come quello di Coreglia Ligure, fossero poi stati trasformati in campi di concentramento, è orribile solamente a pensarlo.

    Speriamo che possa sempre esistere la “memoria”, per ricordare di quali atrocità è capace l’uomo.

Lascia un commento