GENOVA , 7 aprile 2010 — ore 19,34

 

Si è conclusa, nella sede dell’Agenzia Sanitaria della Liguria, la riunione con ginecologici e primari della rete ginecologica ligure per definire le modalità di applicazione per tutta la regione della somministrazione della Ru486, la cosiddetta “pillola abortiva .

Alla riunione, coordinata dal direttore del dipartimento di Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Genova e coordinatore della rete, hanno partecipato i dodici direttori delle unità operative regionali di Ginecologia, sia universitari sia ospedalieri.

Alla fine, la Liguria ha scelto la strada indicata dal governo: dunque, pillola abortiva sì, ma con ricovero ospedaliero: «Si tratta di un ricovero ordinario – ha spiegato il direttore dell’Agenzia ligure – e la procedura medica prevede la somministrazione di una pillola nei primi due giorni e della seconda nel terzo».

Formalmente, insomma, l’indicazione verrà dai medici: a loro la nuova maggioranza di centrosinistra, basata sull’asse Pd-Udc, ha affidato la scelta, per evitare un conflitto politico su un tema etico che, altrimenti, provocherebbe le prime grane.

C’è poi una scappatoia di tipo pratico per le donne che non vogliono stare due giorni in ospedale.

La indica la presidente dei Verdi della Liguria, premettendo che «in nessun altro Paese dove la RU486 è legale è previsto il ricovero delle donne in ospedale».

«Ciò detto – aggiunge – ricordiamo che l’ospedale non è un carcere e la donna che, assunta la prima pillola abortiva, vorrà andarsene a casa potrà farlo (dopo aver firmato il foglio di dimissioni) per poi tornare in ospedale dopo 24-36 ore per assumere la seconda pillola».

«Al di là delle scartoffie romane, sarà, come sempre, il rapporto medico paziente a regolare i singoli casi — ha aggiunto — alcune volte sarà opportuno il ricovero, altre volte sarà sufficiente assicurare alla donna la possibilità di essere assistita tempestivamente, in caso di complicazioni. A chi continua a parlare di ricovero dico che solo chi è preso da furore ideologico e non conosce la materia può pensare che la donna resterà in ospedale, come fosse in galera, senza alcuna esigenza clinica».

«La Liguria – ha sottolineato da parte sua il direttore del compartimento – è sempre stata sensibile al problema dell’interruzione di gravidanza, e l’istituzione dei consultori è stato da sempre il fiore all’occhiello dell’organizzazione sanitaria ligure. L’utilizzo della Ru486 deve avvenire entro le sette settimane dall’ultima mestruazione, per garantire la massima sicurezza per la donna e la sua corretta applicazione».

Secondo quanto spiegato, dalla richiesta della donna di interrompere la gravidanza ci sono 7 giorni di tempo obbligatori, previsti dalla legge 194, per prevedere il posto letto e consentire alle farmacie ospedaliere di procurarsi il farmaco.

Dalla riunione di questa mattina partirà il coinvolgimento delle direzioni sanitarie per consentire la predisposizione dei posti letto e un’opportuna informazione alle donne, intenzionate a seguire il metodo farmacologico attraverso sia i medici di medicina generale sia i consultori.

Il farmaco, registrato la scorsa settimana e al centro di molte polemiche fra il ministero della Sanità e i neo-presidenti leghisti di Piemonte e Veneto, sarà nella disponibilità delle aziende sanitarie e ospedaliere liguri nel giro di 24 ore dalla richiesta.

Il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando ha così commentato le ultime indicazioni sulla pillola.

«Le indicazioni venute dalla riunione di oggi dei medici e dei sanitari competenti a proposito della RU 486 confermano ciò che ho detto nei giorni scorsi. Non sta alla politica, tanto meno al presidente della Regione, indicare le modalità di utilizzo di un farmaco autorizzato».

«Sono certo che le soluzioni autonomamente indicate dai medici siano quelle più efficaci per la tutela della salute delle pazienti e per la migliore informazione necessaria per assumere scelte consapevoli» ha aggiunto Burlando.

 

Da  ” ILSECOLOXIX.IT “

 

 

I primi commenti dei lettori on-line .

1 )  Ok , seguiamo le linee guida del Governo. Ma vi rendete conto che spesa enorme (che paghiamo TUTTI) in 3 giorni di ricovero (salvo complicazioni…) per una pillola?? Ricovero sì, ma almeno a spese della paziente….

2 ) …. e perché no del compagno? si è sempre in due anche se l’altro in questi casi se la canta!

3 ) Non credo proprio che il ricovero a spesa delle donne sia una grande idea, se proprio non vogliamo pagare tutti il ricovero lo facciamo pagare ai chierichetti Cota, Zaia e a tutti i preti con il Vaticano

 

4 )  …… anche un bimbo di due mesi nella pancia sente tutto e non vuole morire!!! non è un ‘grumo di sangue ma un cucciolo indifeso!! vergogna! ucciso dalla propria madre!!! si può partorire in segreto e darlo in adozione ……

 



 

GENOVA , 7 aprile 2010 — ore 19,34ultima modifica: 2010-04-08T00:55:00+02:00da wally_giana
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Un pensiero su “GENOVA , 7 aprile 2010 — ore 19,34

  1. Ciao Wally… be’, mi sembra che in Liguria si viaggi a vele spiegate!! Certo, c’è questa storia del “ricovero” che sembra più un pretesto per creare qualche difficoltà che una effettiva esigenza!! Anche io ho provato ad approfondire e pare proprio che solo da noi sia sentita questa esigenza.

    Comunque, vedrai che poi andrà a finire come al solito… fatta la legge, la “scappatoia” si trova sempre nel nostro Paese.

    Sui commenti, sorvolerei!! Sono un perfetto “spaccato” della nostra società!! Invece, penso che se vi fosse un po’ più di “cultura” nel nostro Paese, anche per quanto riguarda il sesso e la procreazione, forse si potrebbero evitare tanti aborti. Purtroppo, oggi la “cultura” in generale è quella che è. Prima o poi pagheremo le conseguenze dei tanti deficit di conoscenza che sempre più caratterizzano gli individui!!

    Buon pomeriggio a te!!

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