Mutatis mutandis

 

Tanga o mutandoni , sempre  quella  sotto c’ è !

““La marchesa Virginia Oldoini Lamporecchi nacque a Firenze nel 1837 ed a quindici anni andò sposa al vecchio conte Francesco Asinari Verasis di Costigliole d’Asti e Castiglione Tinella , cortigiano dei Savoia, follemente innamorato di lei , che invece lo detestava .

Il matrimonio la introdusse a corte, dove ebbe grande successo con il re Vittorio Emanuele II, ma anche con il banchiere Rothschild e Costantino Nigra, ambasciatore del Piemonte sabaudo in Francia.

Considerata la sua intraprendenza ed il suo fascino, forse un po’ imbarazzanti per il parente ma molto utili per il politico, suo cugino Camillo Benso conte di Cavour nel 1855 la inviò in missione alla corte francese di Napoleone III per perorare presso l’imperatore l’alleanza franco-piemontese.

— Con tutti i mezzi che vi pare! — , le scrisse .

La missione fu un successo.

Giunta a Parigi agli inizi del 1856, con marito e figlioletto di otto  mesi , mentre una  gravidanza teneva l’imperatrice Eugenia  lontana dal marito, la presenza a corte della contessa di Castiglione ebbe grande effetto e divenne in breve tempo l’ amante di Napoleone III , che aveva perso la testa per lei .

 A corte non si parlava d’altro che del vincolo che li legava .

La gran presenza mondana e seduttiva della contessa (la principessa di Metternich la definì “una statua di carne“) diede i risultati attesi: ospitata lussuosamente a Compiègne, mondanissima, costosissima, la contessa fu per un anno l’amante pressoché ufficiale dell’imperatore, suscitando invidie, grande scandalo e la furia della cattolicissima imperatrice Eugenia, che giunse al punto di orchestrare un finto attentato pur di distrarre il consorte dalla rivale italiana.

L’intrigo diede comunque i suoi buoni frutti, con l’appoggio francese alla partecipazione italiana alla Guerra di Crimea, ma la fortuna della contessa cominciò ad appannarsi.
Il marito chiese ed ottenne il divorzio e morì infine in un incidente .

Vittorio Emanuele, divenuto re d’Italia, non fu poi così generoso e la vita costosa della Castiglione si fece sempre più difficile.

Anche dal ritorno in Francia non ricavò granché.   Si stabilì tuttavia a Parigi, chiudendosi nel lutto per la propria bellezza in disfacimento, rifiutando perfino proposte di nuovi e ricchi matrimoni.

Morì nella sua casa di Place Vendôme, dove aveva velato tutti gli specchi, pressoché in miseria.

Le sue carte, che testimoniavano i contatti da lei avuti con molti importanti personaggi dell’epoca, furono sottratte e – si dice – bruciate dalla polizia, subito dopo la sua morte.””

 

Notizie dal web

 

 

Mutatis mutandisultima modifica: 2010-02-18T18:43:46+01:00da wally_giana
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Un pensiero su “Mutatis mutandis

  1. Ciao Wally… che modo meraviglioso di “parlare” dell’oggi, guardando a ieri!! Insomma, pare proprio che la “storia” insegni (cosa spesso disconosciuta o mistificata da altri). Forse, insegnando la storia in questo modo, potremmo evitare il ripetersi di certi fatti, in futuro!!! Chissà… in effetti, c’è da dubitare!! Anche come l’ho studiata io, la storia avrebbe dovuto trasmettere qualcosa a “sta gente”!! Lampadina: ma saranno ignoranti????

    Ti auguro un sereno fine settimana e ciao!!

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