” Legge Truffa “

La legge elettorale del 1953, che i suoi oppositori definirono  “Legge truffa”,  fu una modifica in senso maggioritario della legge proporzionale vigente all’epoca dal 1946.                                                          Promulgata il 31 marzo 1953 (n° 148/1953), la legge, composta da un singolo articolo, introdusse un premio di maggioranza consistente nell’assegnazione del 65% dei seggi della Camera dei Deputati alla lista o a un gruppo di liste apparentate in caso di raggiungimento del 50% più uno dei voti validi.   

Il passaggio parlamentare della legge vide un lungo dibattito alla Camera, ma una lettura fulminea al Senato, i cui presidenti Paratore e Gasparotto in sequenza si dimisero quando capirono che la maggioranza aveva intenzione di forzare la mano per ottenere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale in tempo per svolgere le elezioni in primavera con la nuova legge.

Il nuovo Presidente del Senato , Meuccio Ruini, approfittò della sospensione domenicale dei lavori per la Domenica delle Palme del 1953 per riaprire la seduta e votare l’articolo unico della legge  : ne scaturì un tumulto d’aula, che secondo Falcone Lucifero produsse l’uscita dall’aula del segretario generale Galante alla testa dei funzionari parlamentari (a suo dire, il resoconto della seduta fu redatto direttamente nei locali del Gruppo della Democrazia Cristiana).

Il gruppo del PCI contestò la regolarità della seduta, preannunciando che non avrebbe mai votato a favore del processo verbale di quella seduta: non ve ne fu bisogno, perché il giorno dopo il Capo dello Stato firmò il decreto di scioglimento delle Camere ed il Senato si riconvocò solo nella nuova legislatura. In ogni caso  , quel processo verbale non fu mai approvato .

” Legge Truffa “ultima modifica: 2009-06-18T16:02:15+02:00da wally_giana
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Un pensiero su “” Legge Truffa “

  1. Come mai ricordi la c.d. legge truffa del 1953? Forse intendi paragonarla a quella che potrebbe uscirne dalle urne elettorali se vincessero i sì al referendum di domenica prossima? In realtà quella che potremmo avere adesso mi sembra ben peggiore di quella del 1953: infatti allora per ottenere il premio di maggioranza era necessario ottenere il 50% + 1 dei voti, adesso il premio lo consegue il partito che ha la maggioranza relativa dei voti; quindi, ad es., è sufficiente anche il 20% dei voti, o anche meno, basta essere primi. Quella di adesso, se vincono i sì, sarà una legge tre volte truffa. Per questo motivo, quando andrò a votare per le provinciali, non ritirerò la scheda del referendum, sperando che fallisca. Non certo per seguire le indicazioni di Bossi, con cui non voglio aver nulla a che fare, ma per difendere la democrazia.

    Ho letto con estremo interesse il tuo post dell’ 11/6/2009. Concordo con quello che dice don Farinella (non sapevo fosse genovese), di cui avevo già letto alcune cose e venuto a conoscenza di alcune iniziative validissime. Ha perfettamente ragione quando rimprovera la Cei di stemperare le accuse contro Berlusconi, ovviamente perché ottengono e per ottenere da lui dei favori. Ma secondo me nella Cei, più che servilsmo, c’è opportinismo. Direi che è più servile Berlusconi nei confronti delle autorità ecclesiastiche, ovviamente per tornaconto personale.
    Secondo me l’italia sta vivendo un brutto periodo, non tanto dal punto di vista economico, ma dal punto di vista morale. E i maggiori responsabili sono quelli che hanno autorità e influenza sociale e potrebbe intervenire a difesa degli interessi collettivi, ma preferiscono pensare ai loro personali interessi o alle loro fissazioni ideologiche e fra costoro ci sono anche quelli dell’alto clero. Stanno ripetendo gli errori dei loro predecessori nei confronti del fascismo.
    Ciao, auguri e complimenti per il tuo limpido, sostanzioso e piacevole blog.

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