VENT’ ANNI DOPO

 

Piazza Tian’anmen è la grande piazza vicino al centro di Pechino, chiamata così per la Tian’anmen Porta della pace celeste , posta al suo nord , che la separa dalla Città Proibita .                                                                   E’ il cuore simbolico della nazione cinese , famosa in tutto il mondo per la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese da parte di Mao Zedong ,  il 1 ottobre 1949 .

 

 

 

Il 15 Aprile 1989  muore l’ex capo del partito comunista e leader riformista Hu Yaobang, sospeso dalla carica nel 1987 con l’accusa di non essersi opposto abbastanza alla liberalizzazione borghese.

Gli studenti gli rendono omaggio e cominciano a sfilare per Pechino fino a ritrovarsi in piazza Tian’anmen.

E’ così che comincia la rivolta.           Ma ai giovani che chiedono a gran voce democrazia, riforme, fine del nepotismo e della corruzione, i leader cinesi rispondono rifiutando il dialogo.
 

Il 22 Aprile migliaia di studenti si riuniscono fuori del palazzo del Popolo sulla piazza di Tian’ an men  per partecipare al servizio funebre per Hu Yaobang.    Il governo annuncia severe ritorsioni contro i manifestanti.  I giovani chiedono un incontro con Li Peng, ma il loro appello viene respinto.

Il 26 Aprile il  giornale di stato “Il quotidiano del popolo” pubblica un durissimo editoriale in cui si condannano le manifestazioni degli studenti e si invoca una presa di posizione chiara contro la rivolta.    A ispirare l’articolo Deng Xiaoping, allora eminenza grigia del regime.


Il 4 Maggio decine di migliaia di studenti in almeno cinque città chiave del paese scendono in piazza.    E’ la più grande manifestazione popolare in 40 anni di comunismo.   Zhao Ziyang, il capo del partito comunista, annuncia che la rivolta sarà sedata gradualmente.

Il 13 Maggio , alla  vigilia della visita in Cina del leader sovietico Mikhail Gorbachev, centinaia di studenti cominciano lo sciopero della fame a tempo indeterminato su piazza Tian’anmen , contro il governo che rifiuta il dialogo.

Il 15 Maggio comincia  la visita di stato di Mikhail Gorbachev , che arriva a Pechino per il primo summit sino-sovietico in 30 anni.     Le proteste degli studenti costringono le autorità a cancellare la cerimonia di benvenuto su piazza Tian’anmen.

Il 20 Maggio entra  in vigore la legge marziale in numerosi distretti di Pechino e l’esercito comincia a dirigersi verso il centro della città . Moltissimi civili tentano di bloccare l’avanzata dei carri armati anche innalzando barricate nelle strade.   I soldati hanno ordine di non aprire il fuoco.

Dal 24 Maggio al primo giugno , la  protesta continua senza che esercito o sicurezza intervengano.

Il 2 Giugno gli  alti ranghi del partito comunista approvano il piano per porre fine in maniera definitiva e con la forza alla rivolta.

Il 3 Giugno le  truppe aprono il fuoco su Tian’anmen.  E’ un ammonimento.  In serata migliaia di soldati convergono verso il centro di Pechino.  La gente si riversa nelle strade per tentare di bloccarli.  E’ l’inizio del bagno di sangue.

Il 4 Giugno la  città è in stato di shock.  I soldati aprono di nuovo il fuoco.  Hanno luogo sporadiche sparatorie durante tutto il giorno.  Il governo definisce l’intervento militare una grande vittoria.      Da un quotidiano di stato si fa appello  a pene severe nei confronti di chi è senza legge e pianifica rivolte.  Ma una servizio radiofonico in lingua inglese in onda su radio Pechino dà notizia dell’uccisione di migliaia di civili, parlando di spaventosa violazione dei diritti umani e di barbaro eccidio.  Poi una precisazione delle autorità che sostiene che nessuno è stato ucciso sulla piazza. Inizia così  un balletto di cifre sulle vittime : per alcuni a morire furono qualche centinaia, per altri molte migliaia.

Alle ore  12 del 5 giugno 1989 , un giovane, di cui non è mai stata svelata l’identità e del quale non si è mai saputa la sorte, sotto gli occhi delle telecamere di tutto il mondo, attraversa piazza Tian’anmen, sfidando la colonna di carri armati, schierati dal regime.

Contestatore solitario , ingaggia un´epica sfida in stile moderno, come Davide contro Golia : stringendo in mano soltanto due sacchetti della spesa, contende  il passaggio, immobile ,  a una colonna di carri armati che avanza .  Ripreso dai fotografi dei giornali di tutto il pianeta , il tesissimo duello dura  parecchi minuti  , che paiono un´eternità agli spettatori che temono che i tanks passino sopra al giovane , prima che egli sia allontanato dagli astanti.  

Fotogrammi, quelli del “ribelle sconosciuto”, come lo definì il Time, che fecero di colpo il giro del mondo, assurgendo a simbolo di libertà, a memoria di quei giorni drammatici, di quella primavera insanguinata.

                                                                                                                                                                                            Immagini immortalate ancor oggi su manifesti e t-shirt e inserite da Wim Wenders in uno dei suoi film più famosi , “Fino alla Fine del Mondo” .

 

E “ I Nomadi “ con una loro canzone ricordarono l’esile figura di quel ragazzo  “ … con il tuo esile corpo hai fermato un carro armato ……”

( Dal Web )

 

 

 

VENT’ ANNI DOPOultima modifica: 2009-06-05T09:55:42+02:00da wally_giana
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5 pensieri su “VENT’ ANNI DOPO

  1. Accidenti!! son già passati vent’anni! E’ proprio vero che la percezione del tempo è relativa al tempo vissuto : ad un anno, un anno è tutta la tua vita, a sessant’anni un anno è solo un sessantesimo… Ciao, e sul mio post dei signori che mangiano il gelato c’è tra i commenti il saluto per te di sgnaps. Anna

  2. Ciao Wally! Mi ha fatto un piacere enorme ritrovarti. Non che ci fossimo persi ma con il blog sono stato fermo. Sono stato un bel pò lontano dal blog e ogni tanto ho dei ritorni di fiamma. Dovrei essere più paziente con me stesso e scrivere quello che sento. Casomai parto con tutti i buoni propositi e all’ultimo momento sono impegnato a fare 1000 altre cose. Mi sono lanciato su facebook. Subito il giochino mi ha stimolato, poi comincia a stancare e allora sento la mancanza dello spazio del blog. E’ vero che lo stesso facebook è riuscito a mettermi in contatto con persone stupende delle quali avevo perso le traccie. A parte questo, nulla di più. Ho votato! Ho votato si! Sono andato sicuro di quello che volevo. Vedremo cosa accadrà. Il lavoro (e lo dico piano) anche se pian piano, ancor si muove. Questa è una cosa non di poco conto. Speriamo che duri. Di te che mi dici?
    Un bacio!

  3. Io non do ripetizioni se non gratuite o con tariffe approssimative perchè non tengo conto del tempo e finchè non hanno capito non li mollo. Una mia ex allieva è venuta perchè non riusciva a fare degli esercizi di stechiometria. Le ho dato gli strumenti per comprenderne il meccanismo e poi l’ho costretta ad impostare circa 20 esercizi.. non l’ho più vista! Diciamo che non ne ha più avuto necessità? Comunque c’è chi ne fa una professione delle ripetizioni, ma è una professione difficile perchè devi adattare la didattica a quella di docenti diversi se vuoi avere successo, e spesso trovi informazioni sbagliate… allora spieghi l’errore, ma insegni quello che vuole il docente raccomandando di mirare al voto e sapere poi la cosa giusta. Anna

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