POESIA

 


Ti ritrovo così, amica mia dolce
che torni stasera dalla memoria,
e dalla memoria il tempo che vola
attraversa i vicoli e il bus che passa
davanti al portone… e noi due.
 
Ricordi noi due?
Ci sentivamo invincibili.
Li ad incominciare
che non si sapeva che il tempo si fugge
che i manifesti ai muri arrotolati
a colla di rossa bandiera,
oggi vengon derisi.
 
Sogni scalfiti i nostri
passati oggi e traditi,
sfuggiti per una strada che scalciò.
Ma sorrideva la vita allora
che si sognava fare i grandi o gli artisti.
 
Piccapietra e noi, le due porte
(che chi ricorda sa) e un banco d’amici
un po’ scapestrati ma sani.
Eppure siam qui, seppure distanti,
rimasti così, tra lacrime appese
a un cielo che vola lontano.
 
Da quei vicoli noi, da un lago svizzero tu,
ed io quaggiù. Sempre distanti io e te,
due vite parallele disgiunte e ineguali le nostre,
a rallegrarmi il sogno di adesso,
tra il rosso del sole di Nervi che piano sorgeva.
 
Ma cambiava il destino rispetto al sognato
e Genova, l’adolescenza
mutavano in buona vecchiezza
che il cuore infinito non volò soave,
almeno per me, e c’obbligò al destino.
 
Eppur son qui stasera… ancora con te.
E quel trentatrè che passa e ripassa
tra un bacio cento volte reso,
che apre indulgente ancora… le porte
e riparte.
 
Vestita all’araba resti per me
bella di sole raccolta,
a sognare noi due un mondo diverso
che rimase ciò ch’era, virando persino all’opposto…

Tu che sognavi sfuggente io che sfuggivo vagante
e oggi in un leggero sorriso,
di chi ormai adulto che sono,
guardo i ragazzi abbracciarsi per strada
vedendoci te (e me… a volte)
che così giovane,
anch’io… t’abbracciavo.

Da un ” vecchio ragazzo ”  ad un lontano amore


 

 

POESIAultima modifica: 2008-11-18T17:52:00+01:00da wally_giana
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