Porcata con inno

Alcuni giorni fa il Frankfurter Algemeine Zeitung, assai compassato e assai titolato quotidiano tedesco di orientamento moderato, sulla vicenda Alitalia titolava così: “La sfacciataggine del governo” , “Elimina la concorrenza, danneggia i piccoli azionisti, i contribuenti e i consumatori. Più che un risanamento sembra un progetto di bancarotta fraudolenta”.

E pensare che la compagnia aerea tedesca avrebbe pure qualche buona possibilità di fare i suoi interessi con l’attuale piano di salvataggio Alitalia.

Che dire?  Nulla, ma proprio nulla.

Come già mille altre volte, come sempre, come da copione, come è iscritto nel destino cinico e baro, come lasciamo che sia perché abbiamo sempre lasciato che sia, e ci abbiamo pure l’orgoglio di aver lasciato e continuare a lasciare, ci apprestiamo a fare la nostra porcata nazionale, tradizionalmente bipartisan, dove a rimetterci sono quelli che ci hanno sempre rimesso e a guadagnarci altrettanto.

Se le facessero in silenzio le porcate, se avessero un po’ di riserbo nel concepirle ed eseguirle, sarebbe tutto più facile, vivremmo se non altro senza troppi problemi di digestione.

Il fatto è che ci strombazzano sopra e ci cantano dietro anche l’inno nazionale.

Maurizio Maggiani

( Da “IL SECOLO XIX ”  dell’ 11 Settembre )

 

Porcata con innoultima modifica: 2008-09-12T09:35:21+02:00da wally_giana
Reposta per primo quest’articolo

3 pensieri su “Porcata con inno

  1. Invece di scaricare la responsabilità della crisi dell’Alitalia sul governo attuale, sarebbe buona cosa andare a informarsi sui tempi (molto remoti) della crisi, e di capire anche che cosa è stata Alitalia dal 1947 (data della sua costituzione) ai giorni odierni:
    Alitalia è stata da sempre un serbatoio di posti di lavoro per i vari politici di turno, arrivando a 24.000 dipendenti fino al 2000 (proprietòà IRI pari al 53%, anche durante la presidenza IRI di Prodi.
    Nel 2000 la percentuale di Alitalia di proprietà IRI scende dal 53% al 21%, il governo pro-tempore (Tiziano Treu ministro dei trasporti e Giuliano Amato ministro del tesoro, insieme ai sindacati (Cofferati e D’Antoni) fanno fallire l’accordo con KLM (Berlusconi non era al governo). Pioggia di soldi all’Alitalia per salvarla dalla crisi (anche quelli soldi nostri)
    Il mio pensiero è che ogni parte politica scarica le responsabilità all’altra, mentre la verità e che tutti ci hanno mangiato o ci hanno piazzato i propri amici, e ora ne fanno uno strumento di lotta politica, cercando di convince l’elettorato che la colpa è sempre ….. degli altri!
    Io a queste favole non credo da molti anni e inviterei anche voi a essere più razionali e informati.

  2. Invece di scaricare la responsabilità della crisi dell’Alitalia sul governo attuale, sarebbe buona cosa andare a informarsi sui tempi (molto remoti) della crisi, e di capire anche che cosa è stata Alitalia dal 1947 (data della sua costituzione) ai giorni odierni:
    Alitalia è stata da sempre un serbatoio di posti di lavoro per i vari politici di turno, arrivando a 24.000 dipendenti fino al 2000 (proprietòà IRI pari al 53%, anche durante la presidenza IRI di Prodi.
    Nel 2000 la percentuale di Alitalia di proprietà IRI scende dal 53% al 21%, il governo pro-tempore (Tiziano Treu ministro dei trasporti e Giuliano Amato ministro del tesoro, insieme ai sindacati (Cofferati e D’Antoni) fanno fallire l’accordo con KLM (Berlusconi non era al governo). Pioggia di soldi all’Alitalia per salvarla dalla crisi (anche quelli soldi nostri)
    Il mio pensiero è che ogni parte politica scarica le responsabilità all’altra, mentre la verità e che tutti ci hanno mangiato o ci hanno piazzato i propri amici, e ora ne fanno uno strumento di lotta politica, cercando di convince l’elettorato che la colpa è sempre ….. degli altri!
    Io a queste favole non credo da molti anni e inviterei anche voi a essere più razionali e informati.

Lascia un commento