Si può ” banalizzare ” ?

Si chiamava Benedetto , ma tutti lo chiamavano Detto : avrà avuto una sessantina d’ anni  , era esile e zazzeruto e parlava  ( pochissimo ) con accento tra il toscano e l’emiliano .                                                                                                                                                                                 Anche se , le rare volte che si raccontava , diceva di suoi trascorsi da grande “ scarparo “ , aveva all’ epoca una buia botteghetta da ciabattino in una delle tante discese di Genova , con l’ acciottolato grigio da un lato , larghi scalini di mattoni rossi dall’ altro e la ringhiera di ferro infissa ai muri delle case per potersi sostenere scendendo e salendo .                                                                                 Teneva sempre qualche vasetto di fiori striminziti fuori della porta , sullo scalino da cui si scendeva nel suo bugigattolo , ma il Primo Maggio sfoggiava un bel vaso di gerani , rossi .                                Ed era già un bell’ osare !                                                                                                                                A portargli le scarpe da risuolare andavano quasi solo le donne , uomini ben pochi, ché Detto era uno poco raccomandabile , un sovversivo.                                                                                     Lavorava bene , prendeva poco ed era così svelto che  riconsegnava le scarpe aggiustate da un giorno all’ altro : un po’ perché non aveva molti clienti , ma soprattutto perché ogni tanto spariva e la botteghetta restava chiusa .                                                                                                                         Ma lui li avvertiva prima , i clienti  — Se vado via , le scarpe riparate le lascio dal tappezziere di fronte ; scrivo col gesso il prezzo su una suola e potete pagarlo come se fossi io , tranquillamente  . —            — Dove andate , Detto ? – chiedeva qualcuno , ingenuo .                                                                     Detto ridacchiava — … qualche volta viene a prendermi  “ l’ovra “ … —  , e l’ ingenuo pensava che storpiasse , nel suo dialetto , il nome di qualche donna .                                                                      Spariva sempre nei giorni precedenti le grandi ricorrenze  , il 28 Ottobre , il 21 Aprile o quando qualche pezzo grosso era in visita ufficiale a Genova e per gli abitanti della zona , le sue scomparse erano una specie di barometro , voleva dire che qualcosa di speciale stava per accadere in città .         Il 26 di  Luglio del ’43 entrò dall’ oste in piena mattina , con un fazzoletto rosso annodato intorno al collo , si sedette , ordinò un fiasco di chianti e lo bevette tutto , lentamente e felicemente si ubriacò. Quell’ estate fu , non solo per lui , ma soprattutto per lui , una stagione felice , ringiovanito di almeno vent’ anni  :  il ventennio fascista .                                                                                                                   Purtroppo , prima ancora dell’ autunno , quell’ estate finì e arrivò l’ 8 Settembre , con la guerra civile alle porte .                                                                                                                                                          Il 3 Ottobre le SS tedesche e la Gestapo occuparono la Casa dello Studente di  Corso Giulio Cesare. A metà Ottobre , Benedetto fu prelevato dai tedeschi , in pieno giorno , dalla sua botteghetta .

Non si seppe più niente di lui .    

Si può ” banalizzare ” ?ultima modifica: 2008-08-29T08:15:46+02:00da wally_giana
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