Lettere a ” IL SECOLO XIX “

Siamo dei morti di fame
e il governo lo certifica
Ma lo sai o no che sei un morto di fame? No, non lo sai? E allora te lo dice il governo, e perdipiù te lo certifica con una carta, anzi con una card, che fa più fine. A Natale i pensionati più poveri dovranno girare per negozi con la loro card, magari gialla come la stella che gli ebrei portavano cucita sulla spalla qualche decennio fa, per far vedere a tutti che sono proprio gli ultimi. Festeggiate, cari pensionati, il governo ha pensato finalmente a voi e vi regala 400 euro all’anno. Forse era più semplice, sicuramente più elegante, aumentare le pensioni di un euro al giorno più la tredicesima, ma vuoi mettere il brivido di pagare con la card? Ringraziate il ministro, si fa chiamare Robin Hood però in versione moderna: dice che ruba ai ricchi, intanto prende in giro i poveri.
Renzo PiccoliTortona (AL)
 

 La social card diventerà
l’attestato di pezzente
La cosiddetta social card è l’equivalente della patente di pezzente, personalmente avrei vergogna ad usarla. La gente ha ancora un minimo di orgoglio e di dignità anche se povera! Invece di dare la card non era meglio fare un bonifico di pari importo agli aventi diritto alla card assicurando loro un certo anonimato e il tanto sbandierato (e così di moda) diritto alla privacy?
Roberto Manzoni–Milano
 

Dare i soldi ai pensionati
inutile fare delle tessere
L’Italia è il Paese delle complicazioni. Perché non danno questi benedetti 400 euro direttamente ai pensionati destinatari – Si eviterebbe di sprecare altri soldi per fare le tessere, gestirle, distribuirle, gestione degli sconti dai negozi ecc, con ulteriore aggravio della spesa e della burocrazia.Va a finire che poi costa più la
gestione che l’aiuto sche si vuole dare.
Alberto Chiesa e-mail

 Vergognatevi !                                                                                                                                          Io sono così vecchia che ricordo gli anni ’30  .  In quegli anni , ” i poveri ”  avevano un libretto , un libretto nero , il  “LIbretto di povertà ”  e con quello usufruivano di prestazioni mediche , di libri scolastici per i figli e di ” buoni alimentari ”  , che ritiravano alla ” casa del fascio ”  e spendevano nei negozi del quartiere .  Additati e commiserati da tutti .   Siamo andati indietro come i gamberi .  Vergogna !!!                                                                                                                                 margherita.fi  e–mail                                                                                                                              

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Lettere a ” IL SECOLO XIX “ultima modifica: 2008-06-21T15:58:53+02:00da wally_giana
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