GENOVA — Ore 16,45

Si è schiarito il cielo e tra nuvoloni neri ancora minacciosi un raggio di sole ha illuminato piazza della Vittoria, all’arrivo di Papa Benedetto XVI per la celebrazione eucaristica insieme con i vescovi della Liguria. La pioggia ha concesso una tregua proprio all’inizio della celebrazione a cui assiste una folla di migliaia di persone.

Il Pontefice, dopo aver indossato i paramenti sacri nella palestra dell’ adiacente  liceo D’Oria, è salito all’altare innalzato ai piedi della china erbosa con le tre caravelle disegnate con i fiori e ha salutato i fedeli. In prima fila ad assistere alla messa ai piedi del palco le autorità cittadine e nazionali, tra le quali il ministro delle Attività Produttive, l’imperiese Claudio Scajola, in rappresentanza del governo, il presidente dell’UDC  Pier Ferdinando Casini, il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando ,

In piazza Vittoria è  presente anche il dottor Zahoor Ahmad Zargar, presidente della comunità dei musulmani della Liguria, che consegnerà  al Papa il seguente messaggio :

” A Sua Santità

Papa Benedetto XVI

Genova, 18 maggio 2008

Santo Padre,

la Comunità dei Musulmani della Liguria si felicita con Lei per aver

realizzato questa visita tanto attesa dal mondo cristiano che molto

bene può portare nei cuori dei fedeli.

Ma altrettanto bene può portare anche nella nostra comunità che

attende di proseguire ed approfondire il dialogo di conoscenza e pace

tra le nostre diverse ma assai vicine fedi e culture. Su questo, la

nostra comunità è severamente impegnata da anni, insieme con i

rappresentanti della Chiesa, le autorità dello Stato nazionali e locali,

gli Enti, le Associazioni.

La religione cristiana è la religione di maggioranza degli Italiani e,

comunque, in essa si identifica anche chi praticante non è. Per questo,

le parole del Capo indiscusso di una così grande comunità risuonano a

lungo nelle coscienze e possono sedare paure e pregiudizi.

Come Sua Santità ben sa, la stragrande maggioranza dei musulmani

che si trovano in Italia desiderano lavorare e vivere dignitosamente

nel loro paese di adozione, vedendo rispettate le loro credenze ed i

loro sinceri sentimenti di fede.

L’Italia, essendo nuova ad un grande fenomeno di immigrazione, deve

avviarsi con disponibilità e pazienza verso una maggiore conoscenza

del diverso e l’accettazione di un mondo che non potrà più essere

regionale.

Lei, Santo Padre, ha già pronunciato molte parole di chiarezza e di

pace; Le chiediamo di continuare a farlo, disponendo positivamente la

società verso di noi che vogliamo solo esserne parte buona e vitale,

nel rispetto dei diritti di tutti gli uomini, tra cui quello di praticare

senza ostacoli la propria fede, sempre nel pieno rispetto delle leggi di

questo paese.

Poiché, disgraziatamente, la fede non viene rispettata ovunque, nel

mondo, l’Italia può essere, come già nel passato, soprattutto

attraverso la Chiesa, faro e monito di civiltà per gli altri paesi.

Le chiediamo ciò in nome dei valori che condividiamo profondamente

e soprattutto nel nome del nostro unico Dio.

Zahoor Ahmad Zargar

Presidente “

Da “ilsecoloxix.it”

GENOVA — Ore 16,45ultima modifica: 2008-05-18T18:13:55+02:00da wally_giana
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Un pensiero su “GENOVA — Ore 16,45

  1. Sai perchè? Semplice. Perche in mezzo a tanti blog cazzuti dove si postano e ripostano le stesse cose da anni, dove si commenta solo per rendere omaggio, il tuo blog ha una sostanza e una forma che meritano di essere letti. Inoltre sono di parte, perchè mi sei simpatica. ciao

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