L’ ULTIMO TRAM

 

Per l’Italia questa legislatura sarà decisiva : o si guadagna rapidamente la riva o si affonda.        
Stiamo imbarcando acqua da troppo tempo e le barche concorrenti nella regata della globalizzazione ci hanno staccato. Comprese le più lente.
Ma anche per Silvio Berlusconi è partito l’ultimo tram: il governo definito in queste ore non può vivacchiare tra una mediazione e l’altra. O marcia o ha fallito. Perciò la polemica delle ultime ore sul rapporto tra il nuovo presidente del Consiglio e i suoi alleati (Lega o An) sembra, con tutto il rispetto, lunare.
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In queste condizioni, piaccia o non piaccia, il nuovo governo non può che essere il governo del presidente del Consiglio. Gli elettori saranno assai poco interessati a sapere se il cocktail di ministri, vice ministri e sottosegretari dei tre partiti di governo avrà rispettato in pieno il vecchio manuale Cancelli o il nuovo manuale Verdini. Piaccia o non piaccia, le elezioni le ha vinte Berlusconi e le ha perdute Veltroni, come due anni fa le aveva vinte Prodi e perse Berlusconi.
Prodi è andato a casa perché la mediazione quotidiana tra forze incompatibili non poteva reggere.
A Berlusconi che gli è subentrato non si perdonerà nulla. Sua è la responsabilità, suoi saranno i demeriti se dovesse governare male (i meriti hanno sempre più genitori), suo dev’essere il diritto-dovere di formarsi la squadra migliore e di farla marciare nella direzione stabilita.
Il precedente governo di centrodestra ha fatto cose buone e meno buone, ma gli è stata fatale la delegittimazione nata al proprio interno.
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Stavolta, con una scelta coraggiosa, il Cavaliere ha fatto a meno dell’Udc, ha assicurato agli elettori che i rapporti con An e Lega Nord sono molto più semplici, ha promesso un’azione di governo più spedita e coesa.
Sappiamo che anche dividere in tre invece che in quattro sessanta posti tra ministri, vice ministri e sottosegretari non è facile, visto che la coperta si è molto accorciata.
Ma c’è davvero da augurarsi che le polemiche delle ultime ore, fatali in ogni trattativa del genere, cessino nel momento stesso in cui il governo giurerà davanti al capo dello Stato.
Vorremmo che fosse chiara a tutti l’enorme portata dello sconvolgimento politico al quale abbiamo assistito fra il 13 e il 27 aprile, fra le elezioni politiche e quelle romane.
Sei partiti di rilievo cancellati in poche ore.
Leader politici come Bertinotti e Boselli, Giordano e Pecoraro Scanio, Mussi e Storace fuori del Parlamento.
Quindici anni di solidissimo e incontrastato potere dell’Unione sulla capitale spazzati via d’un soffio.
Due campioni come Veltroni e Rutelli umiliati e in forte difficoltà.
L’elettore è ormai fedele solo ai propri interessi e alla propria visione della società.
Oggi ha acclamato Berlusconi, ma domani è pronto a tradirlo.
Ecco perché il Cavaliere è salito sull’ultimo tram e spetterà soltanto a lui guidarlo rispettando com’è ovvio gli alleati, ma in assoluta autonomia decisionale.

Bruno Vespa

08/05/2008

IL SECOLO XIX
L’ ULTIMO TRAMultima modifica: 2008-05-08T18:19:49+02:00da wally_giana
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