10/01/2012

" La misteriosa fiamma della Regina Loana "

 

La radio-sveglia , se non ho impegni che mi impongano una levataccia , è solitamente sincronizzata sulle otto  : segnale orario , giornale radio , notizie sportive , previsioni del tempo e arrivano le otto e mezzo : a ‘sto punto mi alzo , disfo il letto, apro la finestra, spengo la radio e vado a fare il caffè .

 

Ma giorni fa , mentre spegnevo la radio , iniziava la trasmissione di una rubrica su Umberto Eco  e i suoi romanzi ed il titolo di uno non recente , “ La misteriosa fiamma della regina Loana “  mi ha inchiodato sulla porta  .

 

“ La misteriosa fiamma della regina Loana “  !?.

 

Possibile !?!?

 

E di colpo mi sono ritrovata nell’ infanzia , e non c’entravano  né Eco né il suo libro , c’ era solo quell’ estate , trascorsa inchiodata su una sedia  , quasi sempre da sola , a leggere , leggere , leggere .

 

Era cominciata così .

 

Una domenica di fine giugno , tornando a casa dal mare con la sorellina e il  papà , inciampai , finii lunga sul marciapiede , spellacchiandomi le due mani e un ginocchio : non sembrava   niente di grave , bastava una lavatina ad una fontanella lungo la strada e tutto finiva lì .

 

Le mani , infatti , guarirono subito , ma il ginocchio dopo un po’ di giorni era viola , gonfio e duro come una melanzana , né lo facevano migliorare impacchi di acqua salata calda , di acqua fredda con alcool o cataplasmi di foglie di malva o di sambuco .

 

Dopo una settimana non riuscivo più a piegarlo per camminare ed avevo la febbre , così fu chiamato il medico  ( no , l’ ospedale no , figuriamoci ! )  , l’ anziano dottor Pescio  specialista in gambe, che veramente era un ortopedico , ma siccome di gamba si trattava , sembrava adatto .

 

Venne  subito , pur se era domenica : -- C’ è un’ infezione – disse e poiché non esistevano allora sulfamidici e antibiotici ,  ordinò spennellature di scuro , puzzolente  “unguento mercuriale “ , che non risolse  un bel niente , sì che dopo qualche giorno decise di incidere l’ ascesso , così , in casa , sul letto , dopo aver spruzzato sulla mia melanzana blu , .una boccetta di etere .

 

Venne fuori di tutto , da quel taglio .

 

Nei giorni seguenti però uscì sangue rosso vivo  , mi passò la febbre , cominciai ad alzarmi dalla sedia per mettere i piedi in terra , mentre la ferita si chiudeva .

 

Ma l’ infezione proseguiva verso il lato interno del ginocchio , fu necessaria un’ altra incisione per svuotare dal pus  la sacca che si era formata e quel supplizio di una dolorosa medicazione giornaliera durò due mesi.

 

Ogni giorno , immobilizzata su quella sedia impagliata e con la gamba sinistra appoggiata su un’ altra sedia , per tenermi il più tranquilla possibile mi compravano il giornalino  del giorno : Il Corriere dei Piccoli ,  Topolino , L’ avventuroso ,  L’ intrepido .

 

Ed una volta la settimana usciva anche un album , del formato di un albo da disegno , stampato in rosso e nero su sfondo giallino , del costo di una lira , tanto per l’ epoca in cui un cono ricolmo di gelato misto costava cinquanta centesimi ..

 

Vi comparivano le storie di Mandrake e del suo gigantesco servo nero Lotar; o di Gordon Flash che viaggiava non so come nello spazio ; o dell’ Agente segreto X9  , temeraria spia americana .

 

Ma le mie preferite erano “ Le avventure di Cino e Franco “ , due ragazzi americani naufragati o atterrati chissà perché in Africa ,  che combattevano  Sotto la bandiera del Re della Giungla “ , o ricercavanoil segreto deLa misteriosa fiamma della Regina Loana “ , o sconfiggevano i contrabbandieri di  zanne di elefante militando ne   La pattuglia dell’avorio “  della  Legione Straniera .

 

Sempre in compagnia di Fang , la loro  fedele  pantera nera .

 

La Regina Loana , per una bambinetta piccola e grassoccia come me e col grembiulino a quadretti  , era un vero mito : alta e sottile indossava  una lunga gonna bianca , un mantello rosso , un cappello con le piume  e le nascondeva il viso una veletta . mentre ai piedi portava delle babbucce a punta .

 

Possedeva la lampada magica dell’ eterna giovinezza , una specie di turibolo  la cui fiamma poteva pietrificare chi la ostacolava , come era capitato alle sue sorelle Lorilla e Logarda della cui bellezza la Regina era gelosa  .

 

Ma la fiamma poteva resuscitare i morti : Cino e Franco riuscirono a impossessarsene e le belle principesse tornarono in vita .

 

 

Un vero fumetto !

 

 

 

 

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Commenti

Ciao Wally. Non ricordo i "giornalini" che citi, a parte Topolino che è sempre esistito! Però, il tuo racconto è un piacevole salto nel passato, quando si aveva a che fare con le lire ed i centesimi. Poco prima che io, comunque, acquistassi le mie 20 lire di pizza, per la colazione a scuola! Che tempi! Tempi in cui, e mi ha fatto particolarmente impressione ricordarlo dal tuo racconto, anche una semplice abrasione ad un ginocchio, poteva avere lunghe, fastidiose e dolorose conseguenze!! Buon fine settimana a te e ciao.

Scritto da: Carlo | 13/01/2012

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