Intervista a Don Andrea Gallo

 

 

«Sono stato relatore con lui a una conferenza forse dieci anni fa, ero alla sua sinistra, gli tremava già un po’ la mano, Ma la mente è rimasta lucida fino in fondo».

Don Andrea Gallo ha condiviso con Carlo Maria Martini (su piani diversissimi, la Curia e la strada) alcune posizioni scomode all’interno della Chiesa. E oggi, temendo che la sua Chiesa intenda tratteggiare un dipinto a metà di un cardinale scomodo, dice: «A volte i silenzi fanno più paura delle parole».

«Il ricordo del Papa all’ Angelus  di domenica , sarebbe stato opportuno, la gente se lo aspettava. E credo che sarebbe stato formalmente possibile: parliamo di un membro del Sacro Collegio, una figura conosciuta in tutto il mondo cattolico. Di più: un cardinale finalmente accettato e ascoltato dal mondo moderno e dai non credenti».

« Papa Eugenio Pacelli, , parlando agli uomini di Azione Cattolica in piazza San Pietro disse: dovete correre come Gino Bartali. Non era certo la prassi, indicare come esempio un campione, benché cattolico».

«Ma proporre il cardinale Martini come esempio a tuttotondo avrebbe creato qualche problema».
«Ci sono troppe differenze di visione su punti fondamentali tra quello che ha sempre detto e scritto Martini e il pensiero ufficiale . Il suo ultimo testamento, l’affermazione che la Chiesa su certi punti è indietro di duecento anni, è chiaro: lui si presentava come un interprete e un testimone del Concilio Vaticano II».

«Un testimone aperto al dubbio. Però mai fuori dalle righe».
«Un  tratto della sua personalità complessa era la continua ricerca, ma nella completa fedeltà al Concilio che è dottrina della Chiesa confermata da Papa Paolo VI. Io vedo la sua morte come un segno, l’ultima affermazione di un profeta riservato che non è stata ascoltata».

«Quando una persona muore c’è sempre il rischio di strumentalizzazioni. Da destra e da sinistra».

«Io non sono felice di quello che vedo, lo dico con amarezza. Per la mia Chiesa e per i miei vescovi: Si è persa un’occasione per avvicinarsi alla gente che ha amato il cardinale Martini, basta vedere quanti hanno voluto essere presenti per l’ultimo saluto in Duomo».

«Ai funerali ci saranno personalità politiche, istituzionali. E il mondo ecclesiale sarà una cartina di tornasole, credo sia interessante contare quanti cardinali saranno presenti all’interno del Duomo di Milano, per vedere se esiste una velina vaticana che sconsiglia di andare o no».

«Si sta tentando di tratteggiare una figura a metà, anche le prime parole del cardinale Angelo Bagnasco sono parse molto formali. Martini è stato, prima di tutto, uomo tra gli uomini».


«A volte i silenzi sono più pesanti delle parole».

 

Da “ IL SECOLO XIX “

 

 

Intervista a Don Andrea Galloultima modifica: 2012-09-03T17:04:55+00:00da wally_giana
Reposta per primo quest’articolo

4 pensieri su “Intervista a Don Andrea Gallo

  1. In effetti, sono tra coloro che non avrebbero immaginato una presenza così massiccia di “gente comune”, a rendere l’ultimo omaggio al Cardinale Martini. Segno, quindi, che era tra i pochi rappresentanti di quei vertici ecclesiastici, amato dalla gente comune e stimato da coloro che, pur non essendo credenti, erano colpiti dal modo di parlare di questo uomo di chiesa.

    Ciao Wally, buona giornata.

Lascia un commento