“ ….. per motivi di sicurezza , i ragazzi salteranno le prove scritte agli esami … “

 

   — La mia giovinezza ! – , potrei dire , alla maniera di Don Camillo quando riaprì dopo tanti anni la sua cassetta di Cappellano di Guerra .

In quel lontano giugno , all’ Istituto Magistrale Littorio ( poi Alessandro Manzoni , ora Sandro Pertini , sì quello del G8 ) anch’ io , come tutti gli studenti di Genova sin dall’ inizio della guerra , saltai le prove scritte all’ esame che corrispondeva pressappoco a quello dell’ odierna terza media .

La città viveva da anni sotto l’ incubo dei bombardamenti aerei della RAF che con i suoi quadrimotori  , le fortezze volanti , sganciava  migliaia di tonnellate tra bombe e spezzoni incendiari causando la morte di migliaia di persone, il ferimento di un numero imprecisato di altre e la distruzione di migliaia di edifici .

Ma la vita continuava , pur tra la paura : i grandi lavoravano e i ragazzi andavano normalmente a scuola , scappando nei rifugi se suonava l’ allarme aereo e lasciando nel bel mezzo i compiti che stavano eseguendo .

Se questo , però , fosse successo durante gli esami , l’ esito ne sarebbe stato inquinato , avrebbero potuto esserci stati suggerimenti o aiuti all’ esterno , perciò le prove erano soltanto orali .

Un solo  scritto c’ era : il disegno .

E a quello scritto si presentò , privatista , un giovanottone non male , sui vent’ anni con la divisa della Decima Mas , che si sedette negli ultimi banchi , nel silenzio assordante della classe.

Vennero distribuiti i fogli numerati , marchiati col timbro della scuola e mi par di ricordare che dovessimo svolgere un esercizio sulle proiezioni ortogonali o già assonometriche , chissà .

Armeggiavamo da un bel po’ con squadre e righe , quando la professoressa si alzò dalla cattedra , andò verso il privatista e gli disse con tono severo – Posso capire che questi esami siano utili per la vostra carriera , ma non potete approfittare della divisa per prendere in giro un’ insegnante e soprattutto la scuola .  Voi non avete mai tenuto in mano una matita : vi prego di uscire . 

Uscì .

La prova finì alla spicciolata , alla spicciolata uscimmo tutti  e filammo dritti a casa ,  senza far commenti , prima che fischiasse la sirena di un allarme aereo .

Per quel disegno , me la cavai con un sei .

Severissima prof !

 

P.S.   Per essere ammessi agli esami , oltre a tutte le  sufficienze , era necessario allora essere provvisti di un certificato anagrafico che attestasse l’ appartenenza alla pura razza ariana .

 

“ ….. per motivi di sicurezza , i ragazzi salteranno le prove scritte agli esami … “ultima modifica: 2012-06-11T22:18:29+00:00da wally_giana
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2 pensieri su ““ ….. per motivi di sicurezza , i ragazzi salteranno le prove scritte agli esami … “

  1. Che storie! I fogli “uso protocollo” numerati e timbrati me li ricordo anche io! Il resto, però, è altra Storia!! Non immaginavo che le vicende di guerra, potessero aver condizionato anche aspetti della vita come gli esami di maturità scolastica. Certo che il tipo della Decima Mas non deve aver fatto una bella figura! Me li ricordo anche io i “privatisti” in quinta elementare. Erano “strani” quegli adulti in una classe di “ancora” bambini. Ed anche questi erano in fondo alla classe. Chissà perché a “loro” era riservato quel posto!

    Ciao Walli, buon pomeriggio.

  2. Non ho la tua esperienza sul tema, ma la parola “disegno” mi ha scaraventata nel ricordo della Prof di disegno…ci siamo odiate con scienza e coscienza, lei era un architetto che aveva preso parte allo spostamento dei templi della valle di Assuan prima della diga, io una che odiava il disegno tecnico, lei pestava i pugni sul banco urlando

    “leggero, tratto leggero, hai impresso una rotaia non due tratti”

    io pensavo

    “fottiti tu e la leggerezza dei tratti, tanto la tua materia ai fini della promozione vale un cazzo”

    anni 50, scuola convitto Ancelle Riparatrici di Messina, i privatisti c’erano, ma pagavano la retta come noi e li mettevano in prima fila.

    Buon pomeriggio Wally ;-)))

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